La poetessa blues surrealista, attivista e organizzatrice di comunità Aja Monet, debutta con il suo album “When the poems do what they do”.
L’album è una potente dimostrazione del suo instancabile impegno nel parlare, le sue poesie si manifestano come un’opera di gravità che si muovono costantemente tra origine e risultato, in legame così stretto che ne consente anche l’esistenza inversa.
In “When the poems do what they do” Aja Monet appare come una donna di lettere e tempesta, le sue poesie non ruggiscono in pentametro – ma piuttosto come una mareggiata, “Chi ha tempo per le poesie quando il mondo?” è in fiamme?!.” Aja Monet è un bardo, una narratrice, una cronista, è tua nonna che ti racconta del suo primo amore tutto in una volta. Queste non sono poesie per poeti, ma poesie per tutti. Se ascolti fino alla fine questo album, ti rimane una sensazione simile a quella che provi quando hai il cuore spezzato, ti riporta velocemente indietro con i piedi per terra, fradicio di lacrime, senza fiato, sopraffatto dall’amore, dalla disperazione, dalla speranza e fin troppo consapevole che tutto questo finirà troppo presto. Quando le poesie fanno quello che fanno, fanno assolutamente tutto.