Kee Avil combina chitarra, voce, elettroacustica e produzione elettronica per creare assemblaggi di canzoni che barcollano sull’orlo del collasso mentre trasudano in avanti, come la resina appiccicosa che raccoglie e perde elementi disparati lungo il percorso. Canzoni avant-pop postpunk elettro-industriali finemente lavorate sono meticolosamente assemblate per assomigliare allo smontaggio. Affinato attraverso tour pre-pandemia in Nord America e in Europa (condividendo palchi con Marc Ribot, Pere Ubu, Bill Orcutt e Fly Pan Am, tra gli altri), il corpus emergente di lavori di Kee Avil segnala una nuova voce vitale, viscosa e virtuosistica nella canzone sperimentale – dove le pietre miliari includono Juana Molina, Scott Walker, Fiona Apple e Eartheater; dove PJ Harvey incontra Pan Daijing o Grouper si fonde con Autechre.